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A “Magie Barocche” va in scena il clarinetto storico

di Irene Isajia

Musica di fine Settecento in programma domenica 13 novembre 2022 a Palazzo Biscari per il concerto che ha visto protagonista il M° Angelo Litrico. Sul palco anche Cecilia Medi al fagotto storico, Adalgisa Badano al fortepiano e l'Ensemble K452


Ennesimo successo di gradimento per “Magie Barocche” che domenica 13 novembre 2022 ha proposto in programma il tema de “Il clarinetto nello stile galante” per poi entrare nel vivo della “Musica a corte nel secolo dei Lumi”.

La cornice barocca di Palazzo Biscari a Catania immerge il pubblico in un clima di arte diffusa in cui, grazie anche alle note introduttive che presentano sia gli strumenti che saranno suonati nel concerto, sia il contesto storico-culturale di riferimento, è possibile cogliere quelle sfumature di carattere strumentale nell’atmosfera magica degli affreschi di palazzo.

Il clarinetto è stato il protagonista della serata. Il M° Angelo Litrico (in foto)si è reso egregiamente mediatore di uno strumento di cui mostra lo sviluppo, all’interno della musica di fine Settecento, mediante i brani dei tre autori proposti in programma. 

Nelle “Sei Sonate per clarinetto, fagotto e fortepiano”, Wq 92 – H 517-521 di Carl Philip Emanuel Bach, l’autore, interpretando il nuovo gusto del tempo, introduce il clarinetto quale strumento che incarna la modernità e usa il fagotto come strumento concertante, e non più esclusivamente come basso continuo. Con il “Trio in mi bemolle maggiore K498”, Mozart sceglie una struttura singolare (Andante, Minuetto, Allegretto) così come la scrittura, in cui integra erudite seduzioni del contrappunto alla libera invenzione; la sua è una voluta ricerca di un equilibrio di suoni nonostante la disparità timbrica data dalla natura dei tre strumenti (viola, clarinetto, fortepiano). Infine, il “Trio in si bemolle maggiore op.11” di Beethoven che deriva da un settimino d’archi e fiati (op.20). Quest’ultima ebbe così tanto successo che fu chiesto al compositore una trascrizione per organico ridotto (clarinetto, violoncello, fortepiano).
Interpreti di questo passaggio dal "Barocco al Classicismo" sono stati i Maestri Cecilia Medi (fagotto storico), Angelo Litrico (clarinetto storico) e Adalgisa Badano (fortepiano, in foto).

La seconda parte del concerto ha visto sul palco l’Ensemble K452 - i Maestri Angelo Litrico al clarinetto, Salvatore Randazzo alla viola, Viviana Caiolo al violoncello (in foto) e Adalgisa Badano al fortepiano - che restituiscono al pubblico di oggi il suono autentico delle corti europee. Con il “Trio in mi bemolle maggiore K498”, Mozart sceglie una struttura singolare (Andante, Minuetto, Allegretto) così come la scrittura, in cui integra erudite seduzioni del contrappunto alla libera invenzione; la sua è una voluta ricerca di un equilibrio di suoni nonostante la disparità timbrica data dalla natura dei tre strumenti (viola, clarinetto, fortepiano). Infine, il “Trio in si bemolle maggiore op.11” di Beethoven che deriva da un settimino d’archi e fiati (op.20). Quest’ultima ebbe così tanto successo che fu chiesto al compositore una trascrizione per organico ridotto (clarinetto, violoncello, fortepiano).

Il gradimento di un concerto è certamente percepito dagli applausi, dalla richiesta del “Bis”, dai commenti a caldo; ancor di più quando il concerto diventa scambio dietro le quinte nel dialogo con gli artisti e motivo di approfondimento culturale e artistico tra i partecipanti, quando il concerto è capace di uscire fuori dalle mura del palazzo e vivere di nuova vita tra le persone.