AntropologiaArcheologiaArte e beni culturaliBiotechChimicaComunicazioneDirittoEconomiaFilologiaFilosofiaFisicaInformaticaIngegneria / ArchitetturaLatinoLetteraturaLinguisticaManagementMatematicaMusicologiaPedagogiaPsicologiaScienze agrarieScienze ambientaliScienze biologicheScienze del farmacoScienze della terraScienze medicheScienze naturaliScienze politiche e socialiStoria

Capire la propaganda per capire Facebook

Davide Bennato, docente di Sociologia dei media digitali del dipartimento di Scienze umanistiche, spiega come è possibile capire la propaganda attraverso il social network più celebre: Facebook




«Siamo abituati a pensare alle strategie di comunicazione dei media digitali come molto contemporanee. In realtà molti processi legati a Facebook, Twitter, Youtube sono già apparsi e studiati negli Anni '20». Davide Bennato, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al dipartimento di Scienze umanistiche, ha tenuto una lezione alle aspiranti matricole sul legame tra la propaganda nella Seconda guerra mondiale e il social network ideato da Mark Zuckerberg.

La propaganda, comunicare per convincere, è una materia antichissima che nasce già con la retorica nei tribunali dell'antica Grecia. Nulla di nuovo è stato inventato nel nuovo millennio, dunque. «La strategia di comunicazione in Facebook per certi versi, mutatis mutandis, è l'evoluzione di tecniche nate con la propaganda bellica». Se l'ideologia nazista trasmetteva messaggi di odio nei confronti della razza non ariana, quella del social network «è stare su Facebook».

Nel corso della sua lezione ai giovani studenti il docente ha analizzato diversi aspetti della comunicazione in Rete. «Facebook è il male? - chiede - No. Però è meglio conoscerlo a fondo».