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Confine orientale e identità: foibe e narrazione

di Zammù TV (video) e redazione web

Tra i massimi conoscitori del fenomeno delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, lo storico Raoul Pupo parla delle stragi nella Venezia Giulia e spiega il problema delle identità nazionali alla frontiera adriatica




«Innanzi tutto, qui facciamo storia e non memoria». Esordisce così  Raoul Pupo intervenendo sulle stragi nella Venezia Giulia (autunno 1943 e primavera del '45) e sul problema delle identità nazionali alla frontiera adriatica. 

Docente di Storia contemporanea all'Università di Trieste,  tra i massimi conoscitori del fenomeno delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, il prof. Pupo tiene in video la lezione dal titolo "Confine orientale e identità: foibe e narrazione". L'incontro si è svolto all'Università di Catania giovedì 16 novembre 2017, organizzato dalle cattedre di Storia delle dottrine politiche e di Storia delle istituzioni del dipartimento di Scienze politiche e sociali.

Chi è Raoul Pupo

Membro sin dal 1996 delle commissioni miste storico-culturali italo-croata e italo-slovena, Pupo fa parte inoltre del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, ed è stato presidente dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.

Alla fine degli anni Ottanta del XX secolo, a distanza di oltre quarant'anni dalla tragedia giuliano-dalmata, fu uno dei promotori della revisione storica della storiografia relativa ai massacri delle foibe. Con le sue opere ha descritto il dramma perpetrato nei confronti di migliaia di cittadini italiani durante e successivamente alla Seconda guerra mondiale nelle terre cedute dall'Italia in base alle decisioni internazionali stabilite dalle disposizioni del Trattato di Pace del 1947. Ha dedicato diverse pubblicazioni all'esodo istriano e ha ricostruito le vicende storico-politiche che hanno riguardato il Territorio Libero di Trieste curando in particolare le vicende delle popolazioni coinvolte. Si è occupato della rifondazione della politica estera italiana curando i rapporti e le vicende storico-politiche tra l'Italia e gli stati che, nel tempo, si sono avvicendati sul confine orientale italiano.