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FameLab, ecco com'è andata la finale nazionale

di Irene Alì (redazione web)

Il vincitore è lo studente di Fisica Riccardo Impavido (Università di Padova) che a giugno andrà alla finalissima in Gran Bretagna. Seconda è Ivana Di Bari, dottoranda in Scienze chimiche all'Università di Catania, terza è stata Serena Bertozzi dell'Università di Udine. Guarda video e foto (di Marco Giugliarelli)

Si è conclusa venerdì 20 aprile la sfida per eleggere il vincitore nazionale di FameLab 2018, il talent dedicato alla comunicazione scientifica. I partecipanti, provenienti da nove città italiane, hanno gareggiato sul palcoscenico dell’Auditorium della Musica a Roma: a vincere quest’edizione è stato il torinese Riccardo Impavido, studente di Fisica all'Università di Padova, con il suo talk basato sul concetto di tempo. 

«Ha trattato un tema complesso e profondo - ha detto la giuria - dandone una spiegazione efficace e mai banale. Ha un carisma naturale che lo rende una persona dalle grandi potenzialità da divulgatore scientifico». Il prossimo passo per Riccardo Impavido, vincitore anche del premio del pubblico, è la partecipazione a giugno 2018 alla finalissima di FameLab International 2018 a Cheltenham in Gran Bretagna. Ecco il suo talk:

Al secondo posto si è classificata la "nostra" Ivana Di Bari, dottoranda in Scienze chimiche all'Università di Catania, con un talk che, raccontando la storia della talidomide - un farmaco venduto negli Anni cinquanta, poi ritirato dal commercio e oggi studiato come farmaco alternativo nella terapia contro il cancro - mette in evidenza come la scienza si batta ogni giorno «per fare in modo che un errore non si trasformi in un orrore».  

Terza è stata Serena Bertozzi, specializzata in Chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva, attualmente iscritta al dottorato di ricerca in Alimenti e salute umana all’Università di Udine, dove si occupa di chirurgia, senologia e biologia molecolare applicata al carcinoma mammario.

Efficace anche la presentazione degli altri due catanesi. Nunzio Tuccitto, ricercatore in Chimica fisica, studia la comunicazione molecolare e si occupa in particolare di progettare messaggeri molecolari. Nel suo talk, che ha dato avvio al contest, ha raccontato la storia d'amore tra Moco (Molecular Communication) e Juana, spiegando che i due, non potendo comunicare a parole, riescono a scambiarsi messaggi attraverso il linguaggio dei profumi, un ingegnoso sistema, molto simile a quello che il nostro corpo usa per far comunicare tra loro gli organi attraverso le molecole. La metafora spiega come oggi gli scienziati cerchino di far comunicare tra loro dispositivi biomedici impiantati nel nostro corpo senza utilizzare le radiazioni elettromagnetiche, ma scambiando molecole.

Carlo Castruccio Castracani, dottorando in Neuroscienze, si occupa invece di oncologia molecolare e studia il ruolo di particolari enzimi coinvolti nella crescita del tumore. Nel suo talk ha parlato dei cromosomi del Dna paragonandoli a un laccio di scarpe robusto e resistente e dell'importanza dei telomeri sia per l'invecchiamento delle cellule sia per il loro mantenimento in salute.

Oltre ai ricercatori dell'Università di Catania, vi segnaliamo inoltre la partecipazione a FameLab di un altro catanese, Antonio Condorelli, laureato all'Università di Catania e dottorando al Gran Sasso Science Institute, dove si occupa di fisica sperimentale dei raggi cosmici.

Tra i finalisti ricordiamo anche gli altri 12: Luisa Alunni Solestizi, Anna Bonomini, Stefano Cinti, Lucia Gastoldi, Beatrice Gatto, Chiara Grasso, Luca Marisaldi, Diletta Mongiello, Edwige Pezzulli, Matteo Puviani, Giuseppe Terlizzi, Ivano Triggiani. Tutti i partecipanti si sono guadagnati i complimenti della giuria per aver trattato in maniera non solo chiara, ma anche piacevole da ascoltare, argomenti a volte di difficile comprensione per chi non ha una base scientifica.

«Ero seduto in prima fila - ha commentato Salvo Mirabella, coordinatore delle selezioni di Catania, alla fine della gara - e vedevo il palco grondare di emozione, adrenalina, tensione, ma poi di gioia, allegria e condivisione. Ognuno ha messo tutto se stesso per comunicare un concetto scientifico e trasmettere il bello della scienza. La scienza - conclude -, questo meraviglioso esercizio della mente umana che produce nuova conoscenza, se ne compiace e gioisce a condividerla! FameLab è anche questo».


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