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"Gli spazi del talento": sulle tracce del giovane Bellini

di redazione web e Zammù TV

Il booktrailer del volume "Gli spazi del talento" della musicologa Unict Maria Rosa De Luca, realizzato nei luoghi in cui il Cigno catanese nacque e si formò


Sebbene la pandemia abbia rimandato a data da destinarsi tutte le attività culturali già programmate, alcune ricorrenze meritano di essere valorizzate. Oggi è il 219° anniversario della nascita di Vincenzo Bellini, e anche se i concerti dal vivo e le manifestazioni previste non avranno luogo, abbiamo comunque voluto dare il nostro contributo, realizzando il booktrailer del volume "Gli spazi del talento - Primizie musicali del giovane Bellini" della musicologa dell'Università di Catania Maria Rosa De Luca

Le immagini sono state realizzate a Catania, nei luoghi in cui il Cigno ha vissuto negli anni giovanili e dove ha cominciato il suo apprendistato: la sua casa natale (Museo civico belliniano), il Duomo, la Chiesa di San Nicola l'Arena, la Chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi, il Palazzo Biscari. Luoghi che, ancora oggi, sono tra i più belli e significativi della nostra città e della sua storia: luoghi di cultura.

Il volume

Il volume (edito da Leo S. Olschki, Firenze 2020) affronta gli anni giovanili di Vincenzo Bellini, 18 in tutto (1801-1819), spesi dal musicista a Catania e segnati dai primi frutti dell’apprendistato musicale. Questi anni sono stati i più difficili da ricostruire per scarsità di testimonianze dirette e attendibili: i pochi dati offerti dai documenti hanno finora alimentato un’angusta narrazione storiografica, spesso mitopoietica e leggendaria. Scarsa attenzione è stata rivolta anche sull’unica importante testimonianza: dieci manoscritti autografi di opere composte da Bellini in gioventù. L’autrice pone queste dieci opere al centro di una narrazione articolata per spazi e nel tempo. Gli spazi tratteggiano i confini entro i quali il giovane Bellini accede alle pratiche della musica, che circoscrivono offerta e fruizione di generi musicali: la musica sacra in chiesa, la cantata encomiastica nei palazzi, l’oratorio musicale en plein air, il melodramma in teatro. Lo studio filologico e critico dei dieci autografi belliniani, corroborato anche da testi e documenti inediti, consente di ricomporre l’orizzonte estetico di un giovane compositore impegnato nei primi cimenti offerti al suo talento. La monografia restituisce pertanto, in modo organico e completo, un profilo rinnovato della prima formazione di Bellini.

L'autrice

Maria Rosa De Luca insegna Storia e Storiografia della musica al Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania. Allo studio della vicenda artistica e biografica belliniana ha dedicato la curatela degli Atti del Convegno Internazionale Vincenzo Bellini et la France. Histoire, création et réception de l’œouvre (Paris, Sorbonne, 5-7 novembre 2001), saggi e articoli in sedi scientifiche. Attualmente dirige la Fondazione Bellini, fa parte del Comitato scientifico del Centro Studi belliniani e condirige il «Bollettino di Studi belliniani». É autrice della monografia Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania (Firenze, Olschki, 2012) e curatrice dell’edizione critica dei Mottetti Sacri (1702) di Alessandro Scarlatti e di Lilia campi (1627) del compositore polifonista Domenico Campisi (Firenze, Olschki, «Musiche Rinascimentali Siciliane, 26).


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