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Istituzioni di Diritto romano

Perché studiare Diritto romano in un moderno corso di Giurisprudenza? «Il presente non potrebbe apprezzarsi se non si avesse adeguata conoscenza di quello ciò che lo precede», è la risposta di Francesco Milazzo, docente del dipartimento catanese, che ha tenuto una lezione introduttiva della materia nel corso dell'Open day dedicato alle aspiranti matricole




«Tutti i fenomeni storici hanno una precipua caratteristica: si inquadrano in un divenire. Una sorta di catena». Un anello fondamentale è rappresentato dal Diritto romano, sostiene il docente del dipartimento di Giurisprudenza Francesco Milazzo. Nella lezione introduttiva riservata alle aspiranti matricole in occasione dell'Open day, il professore spiega per quali ragioni il Diritto dei nostri giorni è legato a doppio filo con quanto è accaduto molti secoli fa. «Il presente non potrebbe apprezzarsi se non si avesse adeguata conoscenza di quello che lo precede - afferma - Il passato diviene un elemento del presente».

Lo studio del Diritto romano - che copre l'esperienza di 13 secoli - è possibile grazie al volere dell'imperatore Giustiniano e dei suoi collaboratori che hanno trasmesso il «tesoro della cultura romana». «Ogni popolo - prosegue il prof. Milazzo - ha dato all'umanità risultati considerati eccellenti in alcuni saperi». Per la cultura romana l'eredità consegnata al mondo è il Diritto. 

A cosa serve, dunque, studiare oggi la materia? «Non a contemplare il passato», chiarisce Francesco Milazzo, ma a capire meglio la moderna giurisprudenza, soprattutto in campo privato. «Per poter essere efficaci maneggiatori del Diritto attuale bisogna tornare a quegli anelli da cui queste riflessioni sono partite».