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La marimba solista di Gioeni in concerto al CUT

di Giuseppe Sanfratello

La recensione di "Marimbando", terzo appuntamento del Festival di Musica Contemporanea “Intersezioni”. Sul palco si è esibito il percussionista, marimbista e chitarrista Rosario Gioeni


Va a gonfie vele il 1° Festival di Musica Contemporanea “Intersezioni”, giunto al terzo appuntamento. 

Sul palco del CUT, venerdì 11 novembre Rosario Gioeni, percussionista, marimbista e chitarrista, allievo del maestro Giovanni Caruso, si è esibito con grande abilità, presentando la marimba a 5 ottave al pubblico, specificando che si tratta di uno strumento relativamente moderno, dato che fino agli anni ’50 del Novecento possedeva un’ottava in meno.

Il primo dei brani eseguiti, Wind in the Bamboo Grove, è stato composto da Keiko Abe (1937-) proprio per questo ‘nuovo’ strumento. Abe, infatti, è tra i pionieri della composizione per marimba a 5 ottave, avendo anche collaborato con la Yamaha per lo sviluppo dello strumento, così come si presenta oggi. Nella composizione di Abe i suoni entrano quasi ‘in punta di piedi’, per poi materializzarsi acusticamente con vari ‘crescendo’ e un ostinato che ricorre in diverse sezioni del brano.

Un altro compositore giapponese, Yasuo Sueyoshi, famoso anch’egli per la produzione artistica dedicata alla marimba da concerto, è stato introdotto al pubblico del CUT con il brano Mirage pour Marimba, contrassegnato da un vorticoso incedere di colpi sulla ‘tastiera’ di legno che hanno reso l’esecuzione di Gioeni decisamente ‘martellante’.

Segue un corale lento e soffuso del polacco Tomasz Golinski, dal titolo Luminosity (2010), dai timbri morbidi intercalati da un virtuosismo brillante e brioso. Nel primo movimento della composizione, Gioeni cambia le mazze per ottenere un suono più delicato, attraversando così la sezione cantabile alternata a discorsi convulsi, e spaziando da un lato all’altro della ‘tastiera’. Il secondo movimento è invece concitato, per cui il marimbista etneo ha esercitato tutta la sua perizia tecnica.

Seguono poi due studi per marimba di compositori catanesi: Mattia Cavallaro, Jungle, Vivacity, e Sensazioni e Marco Triolo, Studio n.1 e n.3 per marimba. Le composizioni dei giovani talenti etnei trasmettono idee sonore di ripetizione magmatica di materiali, avvolti in alcuni casi da una sorta di minimalismo sacro alla Arvo Pärt (i.e. Sensazioni di Cavallaro) o da ritmi asimmetrici e densi che conducono in una dimensione ‘altra’ (i.e. Studio n.3 per marimba di Triolo).

La ricca serata si chiude con la esecuzione di un brano di Csaba Zoltan Marián, Niflheim, compositore ungherese, che agisce sperimentalmente sul linguaggio della musica tonale, lasciandolo infrangere da percorsi intensi di modalità. Poi Verano Porteno di Astor Piazzolla (di cui viene eseguito Libertango come ‘bis’) e Velocities di Joseph Schwantner.

Davvero complesso esprimere in poche parole le emozioni sonore suscitate dalla marimba da concerto, dal suono ipnotico di questo strumento nella sua versione ‘solista’, e dalla bravura con cui Rosario Gioeni ha permesso al pubblico del CUT di immergersi all’interno di queste speciali composizioni, ‘marimbando’ da un lato all’altro del nostro pianeta, fatto di suoni ritmicamente organizzati.