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Luperini, insegnare per temi: l'evoluzione del romanzo d'adulterio

di Salvo Noto e Mariateresa Calabretta (redazione web)

L'insegnamento tematico fa risaltare il profondo legame tra letteratura e storia della mentalità. Nella sua nona lezione il prof. Luperini propone l'esempio del tema dell'adultera


Il nono incontro del prof. Romano Luperini con gli studenti del corso di laurea magistrale in Filologia moderna (Dipartimento di Scienze umanistiche, Unict) è un lungo e dettagliato esempio di analisi tematica dedicata a una questione letteraria ben definita: la figura dell'adultera nel romanzo dell'Ottocento

Seguendo il tema dell'adultera il prof. Luperini collega in una serie articolata vari testi, italiani e stranieri, per dimostrare lo stretto intreccio tra la letteratura e la storia sociale dell'Ottocento e Novecento. Attraverso la selezione tematica dei testi è, infatti, possibile ricostruire la genesi e le cause della fine del romanzo d'adulterio studiando il fine intreccio che lega società e letteratura,  «la storia di un genere è così collegata alla storia sociale e alla storia della mentalità e del costume, che il romanzo d’adulterio aveva senso quando raccontava un dramma, come avviene nell'Ottocento. Quando non racconta più un dramma ma un problema psicologico il genere stesso non ha più ragione di esistere, perde i propri connotati e si trasforma fino a scomparire».

L'excursus parte da Emma Bovary, protagonista che osserva e giudica il mondo circostante ma che è anche guardata e giudicata dalla voce narrante superiore, l'autore Gustave Flaubert, che esprime un punto di vista impersonale. «In questo movimento incrociato tra Emma che guarda e giudica e Emma guardata e giudicata, sta  la forza di una istituzione che si è affermata pienamente nell'Ottocento: la famiglia borghese», istituzione che non ammette il tradimento da parte della donna. La donna adultera va cacciata di casa senza figli e senza beni, non ha diritto a nulla e va espulsa dalla comunità e basta. Nell'insegnamento per temi, oltre che nel caso di Madame Bovary, tale condizione emerge anche in Guy De Maupassant, nel racconto intitolato “Incontro”. In Italia Matilde Serao scrive “La virtù di Checchina” romanzo breve ispirato ad Emma Bovary, «un titolo ironico, dal quale già si vede il doppio movimento di simpatia e condanna per Checchina».

Il prof. Luperini continua con "Il marito di Elena" di Giovanni Verga, “Il compimento dell’amore” di Robert Musil e il romanzo di Luigi Pirandello dedicato ad una presunta adultera: "L’esclusa", per concludere il percorso del romanzo d'adulterio con il monologo di Molly Bloom tratto dall'Ulisse di James Joyce, testimonianza letteraria della perdita di valore dell’aspetto pubblico dell’adulterio che diventa un momento della dialettica privata ed esistenziale dei personaggi. «La famiglia è avvertita come un fascio di relazioni individuali e psicologiche e non come un momento di garanzia sociale, di stabilità, di ordine, una zona dell’umano sottratta al dominio dell'uomo e allora cosa succede: succede che il romanzo d’adulterio finisce».


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