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Machiavelli e la forza della giovinezza

di Agata Ventura e Lorenzo Di Silvestro

Niccolò Machiavelli fu capace, per primo, di intuire la natura ferina dell'uomo. Analisi del diciottesimo e del venticinquesimo capitolo del Principe in una lezione del professore di Letteratura italiana all'Università di Bologna, Gian Mario Anselmi, ospite del dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania




Un ampio estratto della lezione su Machiavelli e Il Principe tenuta il 20 febbraio 2014 al dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania. Analizzando i capitoli XVIII - In che modo i principi abbiano a mantenere la fede - e XXV - Quanto possa la fortuna nelle cose umane, e in che modo se gli abbia a resistere - il professore Gian Mario Anselmi propone un Machiavelli attuale, che continua a parlare alla nostra modernità, inquieta e lacerata. «Con una lucidità sconcertante - come la definisce il docente - ha intuito per primo la radice anche ferina dell'uomo, l'atavica pulsione animale che ne guida azioni e comportamenti, ma ha altresì compreso che tale pulsione può essere una risorsa. E' importante saperne infatti sfruttare tutti gli aspetti positivi per la costruzione di uno spazio privilegiatamente politico dove forza, intuito e istintiva capacità decisionale sono gli elementi in grado di determinare la sopravvivenza di uno Stato». Evidente è secondo il docente la modernità di Niccolò Machiavelli. Ripercorrendo la sua opera a partire dai testi fondativi della moderna arte politica come Il Principe o i Discorsi, fino alla caustica corrosività della Mandragola o dell'Asino, «significa fare i conti con una materia magmatica e incandescente, capace di restituire alla parola una dimensione di fisica evidenza, se non addirittura quella tensione agonistica e conflittuale entro cui si sono andate progressivamente consolidando (e non paia un paradosso per l'autore del Principe) le basi delle moderne democrazie occidentali», secondo Anselmi.

Gian Mario Anselmi insegna Letteratura italiana all'Università di Bologna. Ha collaborato alla Letteratura italiana Einaudi e coordinato per l'edizione nazionale delle opere di Machiavelli per la casa editrice Salerno, i volumi dedicati alle Istorie Fiorentine e agli scritti storici di Machiavelli di cui ha curato anche, con Carlo Varotti, Le grandi opere politiche, Bollati Boringhieri, 1992-93. Tra i suoi libri si segnala in particolare il volumetto su Niccolò Machiavelli, scritto assieme a Nicola Bonazzi.