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Mafie in movimento: come si espande la criminalità organizzata?

di Zammù TV (video) e Irene Alì (redazione web)

Lo spiegano Alberto Alessandri, coordinatore di una ricerca sull'espansione della criminalità nell'attività delle imprese del Nord, il magistrato milanese Ilda Boccassini e il direttore del centro di ricerca "Transcrime" Ernesto Savona




Le indagini della magistratura, gli interventi delle forze dell'ordine, le inchieste giornalistiche, l'ampia letteratura sociologica e gli studi di ogni tipo hanno ormai definitivamente sfatato il mito di una mafia attiva solo in una parte d'Italia. Al contrario, sono sempre più evidenti le connessioni tra criminalità organizzata e attività imprenditoriale o, in genere, economica nel Nord Italia: per un verso l'organizzazione mafiosa può offrire vantaggiosi servizi alle imprese del Nord; per altro verso, l'enorme quantità di denaro liquido accumulato dalle varie organizzazioni criminali, quale profitto di attività illecite, ha necessità di riciclaggio e di reinvestimento in attività economiche almeno all'apparenza lecite.

È stato questo il tema al centro della ricerca "L'espansione della criminalità organizzata nell'attività delle imprese del Nord" condotta dall'Università "Bocconi" di Milano e coordinata dal prof. Alberto Alessandri che è stato ospite del dipartimento Scienze politiche e sociali dell'Università di Catania in occasione dell'incontro dal titolo “Mafie in movimento - Dinamiche e meccanismi dei processi di espansione della criminalità organizzata”. 

Tra i relatori anche Ilda Boccassini, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano e Ernesto Savona, professore di Criminologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore del centro di ricerca "Transcrime". L'iniziativa, coordinata dalle docenti Anna Maria Maugeri e Francesca Longo, era in programma per la terza edizione del Modulo Jean Monnet "Nuove competenze per nuove sfide: politiche nazionali ed europee per la lotta alla criminalità organizzata".

«Com'è noto - spiega in video Alessandri - si dispone di una vasta bibliografia sull'infiltrazione mafiosa, tuttavia si ha ancora l'impressione di una parziale incompletezza dei dati a disposizione. È nata così l'idea di rivolgere l'attenzione al fenomeno dell'infiltrazione mafiosa al Nord dal punto di vista dell'attività della magistratura presso il Tribunale di Milano nel periodo compreso tra il 2000 e il 2015». Dalla ricerca sono emersi alcuni dati interessanti: «I settori di attività prevalentemente coinvolti sono soprattutto l'edilizia e le attività commerciali e immobiliari, mentre le tipologie di "associazioni mafiose" coinvolte sono soprattutto la 'ndrangheta, per il 78%, e Cosa nostra per il 10%».

«La criminalità mafiosa è impresa che fa impresa - esordisce Boccassini -, dobbiamo sempre tenerlo presente. Ma - avverte - alcuni dati emersi dalla ricerca (secondo i quali, ad esempio, gli imprenditori indagati per il delitto previsto dall'articolo 416bis sono 95, mentre i "mafiosi-imprenditori" indagati sono 94) potrebbero essere fuorvianti se non analizzati correttamente». Cosa nostra e la 'ndrangheta sono «holding di famiglie» in cui, nel primo caso, ciò che conta è «l'appartenenza», nel secondo è «la famiglia». «Per capire meglio le organizzazioni mafiose e per contrastarle dobbiamo sempre tenere a mente le diversità tra organizzazioni».

«Come si misura la quantità di denaro illegale che circola nelle mani e nelle tasche delle organizzazioni criminali e che poi va nell'economia legittima? Bisogna seguire il sentiero del denaro: non c'è un altro indicatore che possa rappresentare meglio le organizzazioni criminali». È questo il percorso che secondo il prof. Ernesto Savona (Transcrime) bisogna seguire per comprendere le mafie. «Dal 2011 studiamo questo fenomeno, abbiamo prima analizzato gli investimenti delle mafie italiane e poi come li investono e dove. Poi ci siamo chiesti quanti soldi producono le organizzazioni criminali in Europa e in quali settori (un giro d'affari stimato in 10 miliardi l'anno). Oggi ci occupiamo di capire che cosa si può fare per ridurre un aspetto specifico delle organizzazioni criminali, quello delle infiltrazioni nelle imprese. Stiamo cercando di mettere a punto uno strumento che possa ridurre la probabilità che questa infiltrazione avvenga».