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Prima lezione di Colture Ortive e Floreali

In questa lezione introduttiva, la professoressa Daniela Romano, docente del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, anticipa gli argomenti che saranno approfonditi nel corso dell'insegnamento


Con la prima lezione di Colture Ortive e Floreali, la prof.ssa Daniela Romano, professore associato di Orticoltura e floricoltura al Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, introduce gli argomenti che saranno approfonditi nel corso dell’insegnamento e le modalità di svolgimento delle lezioni stesse. 

La lezione fa parte della seconda edizione del ciclo "Prime lezioni di...",  realizzato da Zammù TV e dal Centro Orientamento e Formazione d'Ateneo per aiutare gli alunni delle scuole medie superiori nel delicato passaggio all'università.


Si parte dalla definizione dei due gruppi di piante, le colture ortive e le colture floreali, che presentano, per ragioni storiche, agronomiche e merceologiche, numerosi aspetti in comune. Nell'insieme delle colture ortive rientrano le colture erbacee il cui prodotto è destinato al consumo alimentare, che vengono raccolte prima che possano completare il proprio ciclo biologico. Le colture floreali sono, invece, tutte le piante che, in virtù di un fogliame colorato e attraente o per la produzione di frutti appariscenti, possono essere utilizzate a fini ornamentali.

In particolare, viene richiamata la vastissima base biologica che li contrassegna: sono migliaia, infatti, le specie e le cultivar, varietà di piante coltivate, di fatto utilizzate. Ciò comporta la necessità di privilegiare il metodo di trattazione, attraverso l’individuazione di colture modello.

Le specifiche esigenze delle colture e le particolari prestazioni a loro richieste impongono, per entrambi i gruppi, l’adozione di tecniche colturali molto specializzate e innovative: la lezione spiega, infatti, come la produzione debba essere attentamente programmata sotto il profilo quantitativo, qualitativo e temporale, per rispondere alle esigenze del mercato.


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