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«C'era bisogno di voltare pagina»

di Zammù TV (video) e Alfio Russo

Dalla redazione giornalistica alla direzione del Teatro Biondo di Palermo, un viaggio lungo tre anni che Roberto Alajmo ha raccontato in apertura della rassegna "Porte aperte" dell'Università di Catania. Ecco cosa ha detto a Catania prima di rassegnare le dimissioni




Roberto Alajmo ha presentato il 2 agosto le dimissioni dalla direzione del Teatro Biondo di Palermo. Ecco il video e una sintesi dell'incontro con lo scrittore e giornalista di Rai 3 Sicilia del 18 giugno scorso all'Università di Catania in occasione dell'appuntamento "Dialogo sulle città" che ha aperto la rassegna "Porte aperte" dell'Università di Catania.

«Ma come ci sperciò?». Roberto Alajmo questa domanda sulla sua nomina a direttore del Teatro Biondo di Palermo se la pone ancora oggi. «Mi è sembrato un po' come in un noto film in cui il giardiniere diventa presidente degli Stati Uniti, la ricerca di un volto nuovo e pulito», ha spiegato lo scrittore e giornalista di Rai 3 Sicilia a distanza di tre anni da quel 27 settembre 2013, giorno in cui gli furono consegnate le chiavi della direzione del prestigioso teatro palermitano.

Un percorso lungo e tortuoso portato avanti con fatica cercando di «mettere del nuovo nel vecchio sistema polveroso dei teatri stabili». In questa prima parte del suo intervento Alajmo analizza lo stato finanziario dei teatri stabili che «soffrono degli sprechi perpetrati nei decenni e che richiedono comunque un sostegno di mecenati così come avveniva ai tempi dei greci fino ai Medici di Firenze" passando per i successi personali ottenuti al Teatro Biondo con l'asticella della percentuale degli incassi al botteghino sull'intero budget innalzata dal 3 al 14% e il taglio dei costi del lavoro del 40%.

E ancora la modifica dell'offerta culturale maggiormente rivolta ai giovani e la "crisi" della borghesia di oggi «ormai del tutto tramontata in Sicilia e poco presente nei teatri». Tra i temi affrontati anche quello del «ripascimento del pubblico con la presenza di artisti di rilievo mai venuti a Palermo» e l'antagonismo tra i teatri cittadini che, invece, dovrebbero «collaborare, fare rete tra loro».


In questa seconda parte Roberto Alajmo dialoga con Orazio Torrisi (Teatro Brancati, Catania), Francesco Mannino (Officine Culturali) e con il cantante Cesare Basile (Teatro Coppola, Catania) sui temi delle differenti erogazioni regionali ai teatri pubblici e privati e all'indispensabile contributo economico, culturale e formativo da parte del mondo imprenditoriale e anche universitario. Ma anche sulla necessità di costituire una rete dei teatri e di rivedere la missione dei teatri di oggi sulla base del contesto sociale della città.


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