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Galileo tra scienza e letteratura: un matrimonio d'interesse

di Zammù TV (video) e Irene Alì (redazione web)

Il prof. Andrea Battistini, docente di Letteratura italiana all'Università di Bologna, è stato ospite del dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania. Ha parlato di Galileo come "divulgatore scientifico": «L'ultimo grande intellettuale che ha sommato in sé quelle che poi si sarebbero chiamate "le due culture"»




Il prof. Andrea Battistini, docente di Letteratura italiana all'Università di Bologna è stato ospite del Dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania per tenere il seminario interdisciplinare dal titolo "Un matrimonio d'interesse: Galileo tra scienza e letteratura".

Nel corso dell'incontro ha parlato di storia della scienza e del ruolo che Galileo ha avuto nella divulgazione scientifica, contribuendo a sua volta alle scienze umane e alla critica letteraria.

«Mentre per le scienze umane - spiega - la mediazione tra scrittori e lettori è sempre stata affidata agli storici della letteratura, ai critici, per la scienza questa intermediazione è mancata storicamente, soprattutto perché quando è cominciata la storia della scienza, erano sempre umanisti a occuparsene, ma spesso senza le adeguate competenze specifiche nel campo scientifico.

«Il ruolo di mediatori che oggi è affidato agli storici della scienza (coloro cioè che fanno da tramite tra gli scienziati, gli specialisti che fanno ricerca e i lettori che sono interessati, senza esserlo professionalmente) è stato interpretato egregiamente da Galileo.

«La necessità della divulgazione scientifica nasce proprio con Galileo. Parlare del suo ruolo significa parlare di uno snodo cruciale nella storia della scienza, di una svolta epocale perché da una parte Galileo è stato forse uno degli ultimi intellettuali che ha saputo condividere con competenze pressoché analoghe il mondo delle scienze umane e il mondo delle scienze della natura. Galileo è stato sì uno scienziato della natura ma è stato anche un critico letterario, e un letterato lui stesso, non tanto perché abbia scritto anche lui delle poesie ma soprattutto perché con competenza ha parlato di Dante, di Petrarca, di Ariosto, di Tasso, cioè di quattro pilastri della letteratura italiana.

«Galileo è l'ultimo grande intellettuale che ha sommato in sé quelle che poi si sarebbero chiamate "le due culture". Al tempo stesso però è proprio con Galileo che è cominciata quella divaricazione, da lui non voluta, indotta dal nuovo metodi scientifico che inevitabilmente ha portato alla specializzazione dei saperi, che oggi si cerca nuovamente di avvicinare».