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Cinema greco, al via la rassegna sulle "Identità violate"

di redazione web

Prostituzione, identità di genere, omosessualità, eros ma anche migrazione e integrazione sono tra i temi che saranno dibattuti durante le sei proiezioni in programma per il laboratorio di lingua e letteratura greca moderna. «Sei film per confrontarsi con il passato e capire meglio la nostra identità culturale e civile»


Sei film e sei dibattiti per educare studenti universitari (e non solo) al linguaggio cinematografico greco. Prende il via il 16 novembre "Identità violate - Dialogo con il cinema greco", la rassegna di film in lingua originale (con sottotitoli in italiano) a cura di Anna Zimbone - professore ordinario di Lingua e Letteratura Greca Moderna al dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania - e Matteo Miano, neogrecista, traduttore e autore dei sottotitoli dei film in programmazione. 

Le proiezioni sono aperte a tutti gli appassionati a ingresso libero.

«Le ragioni di un laboratorio sull’educazione al linguaggio cinematografico greco - spiegano i curatori - sono da ricercare in primo luogo nella necessità di offrire agli studenti un percorso interpretativo su una cinematografia meno nota al vasto pubblico, al fine di fornire ai partecipanti competenze e strumenti necessari per iniziare a decodificare alcuni aspetti della civiltà greca moderna».

Il filo conduttore dei film che saranno proiettati è quello dell’identità retrospettiva. Che cosa è oggi l’identità? Che cosa la contraddistingue? L’identità appartiene all’individuo fin dalla nascita oppure subentra in seguito, costruita dal tempo? E se subentra in seguito, sulla base di quali meccanismi? Quali sono gli elementi che influiscono in questo processo? Che ruolo rivestono il mito e la Storia nella formazione della identità culturale greca?

Le proiezioni si svolgeranno tutte al Coro di notte del Monastero dei Benedettini fino al 31 gennaio. «A questo scopo - chiariscono - sono stati selezionati sei film che la critica più autorevole ha ritenuto essere fra i migliori per i messaggi contenuti, le innovazioni tecniche e il linguaggio cinematografico nel trattare alcune manifestazioni della tematica identitaria: prostituzione (Evdokia di Alexis Damianòs), identità di genere (Campo nero di Vardìs Marinakis), migrazione, integrazione e omosessualità (Pazza idea di Panos Koutras), mito ed eros (Piccole afroditi di Nikos Koundouros), sradicamento e tradizione (Mai di domenica di Jules Dassin), eros e frustrazione (Piccola Inghilterra di Pantelìs Voulgaris). Questo servirà a stimolare riflessioni su come confrontarsi con realtà del passato allo scopo di percepire meglio una propria identità culturale e civile».

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