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Contro la catastrofe: l’Europa e gli attori sociali per cambiare il destino della Storia

di redazione web

Lectio magistralis di Alain Touraine al Dipartimento di Scienze politiche e sociali. Lo studioso francese, insignito della Légion d’honneur, è uno dei più grandi sociologi contemporanei




In video la lectio magistralis di Alain Touraine, uno dei massimi esponenti della sociologia contemporanea, registrata in occasione dell’inaugurazione del corso di laurea magistrale in "Sociologia delle Reti, dell’Informazione e dell’Innovazione" del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Catania, presieduto dal professore Guido Nicolosi.

La lezione, dal titolo "Contro la catastrofe: l’Europa e gli attori sociali per cambiare il destino della Storia", prende spunto da una riflessione sul tema della migrazione, per poi addentrarsi nell’analisi di alcune tra le più interessanti tematiche di attualità della società contemporanea: l’emergenza climatica, i diritti umani, il ruolo dell’Europa, le migrazioni. 

Profondo analizzatore delle trasformazioni sociali, lo studioso francese, insignito della Légion d’honneur nel 2014, sostiene che «se guardiamo indietro, dovremmo ancora stupirci del fatto di esistere ancora, nonostante la sostanziale scomparsa dei modi di vita tradizionali»: eppure l’uomo, nonostante tutto, continua a esistere e ad intervenire sull'ambiente che lo circonda, modificandolo e, purtroppo assai spesso, distruggendolo. La crisi climatica è una conseguenza della distruzione ambientale operata dall'uomo, ma Touraine ritiene che «i conflitti sociali siano sommersi da ciò che chiamiamo “crisi climatica”; in realtà, queste crisi naturali andrebbero considerate allo stesso tempo sociali e politiche», perché «non si può fingere a lungo di essere vittime di una crisi climatica, quando sappiamo che quest’ultima è il risultato di decisioni politiche».

Il sociologo tocca, infine, la spinosa questione dei flussi migratori che, negli ultimi anni, ha diviso l’Europa: la “piccola isola di Lampedusa” diviene il simbolo universale «delle vittime innocenti, che non hanno alcuna responsabilità» e che non costituiscono, secondo la sua opinione, una reale minaccia per il mondo Occidentale. 

È tempo che l’Europa anteponga i suoi interessi legittimi ai diritti morali dei più deboli, pur nella consapevolezza che «è già un compito difficilissimo separare ciò che in noi osa fare appello a un diritto universale da ciò che, in realtà, è una difesa dei nostri interessi particolari».