AntropologiaArcheologiaArte e beni culturali
Astronomia
BiotechChimicaComunicazioneDirittoEconomiaFilologiaFilosofiaFisicaInformaticaIngegneria / ArchitetturaLatinoLetteraturaLinguisticaManagementMatematicaMusicologiaPedagogiaPsicologiaScienze agrarieScienze ambientaliScienze biologicheScienze del farmacoScienze della terraScienze medicheScienze naturaliScienze politiche e socialiStoria

Robotica e sperimentazioni tecnologiche fra mito e innovazione sociale

di Marco Di Mauro (video) e Dario Grasso (video)

Il prof. Peppino Ortoleva, tra i massimi esperti italiani di Storia e teoria dei Media, ospite del dipartimento di Scienze politiche e sociali, ha delineato lo scenario presente e futuro legato alla presenza dei Robot nella nostra società




Robotica e sperimentazioni tecnologiche fra mito e innovazione sociale” è il titolo del seminario tenuto dal prof. Peppino Ortoleva, già docente di Storia e teoria dei Media dell'Università di Torino, organizzato dal Dsps, su iniziativa del prof. Carlo Colloca, e dal Laboratorio Laposs, nell'ambito del ciclo "Sociologia: leggere (le) mutazioni".

“La Robotica – ha premesso il prof. Ortoleva, citando l’origine ‘letteraria’ del termine e il primo libro di Isaac Asimov ("I, robot", del 1950) che parla dell'interazione tra il genere umano, i robot e la morale – è un fenomeno del nostro tempo che va capito nei suoi diversi aspetti, sia dal punto di vista tecnologico che culturale, perché solo comprendendo sia le tendenze più attuali che quelle radicate in tempi più antichi si può cercare di intuire cosa succederà nel prossimo futuro e cosa significherà la presenza dei robot nella nostra società”.

Presenza che sarà sempre più preponderante se è vero, come ha ricordato Ortoleva, che appena trent’anni fa, quando i Pc avevano 800 kb di memoria e la Rete neanche esisteva, i robot erano ancora creature di fantascienza o venivano impiegati solo per uso industriale: “Nel 2020, si stima che saranno tre milioni i robot industriali installati, 40 milioni i robot per uso domestico, e oltre dieci milioni quelli per intrattenimento e uso ludico: in totale, quasi lo stesso numero di abitanti di un Paese come l’Italia”.