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Il Brasile, la modernità e la pandemia: riflessioni di uno storico del diritto

di Chiara Racalbuto (redazione web)

Videoconferenza di Ricardo Marcelo Fonseca, storico del diritto e rettore dell'Università Federale de Paranà, a conclusione del corso di "Storia del Diritto medievale e moderno" del Dipartimento di Giurisprudenza


Con l’illuminismo, nella società occidentale si diffonde il concetto di “modernità”, vista come un’occasione per scrollarsi di dosso irrazionalità, pregiudizi e disparità e abbracciare un mondo più giusto, governato dalle leggi della ragione e dell’uguaglianza fra gli uomini. É andata davvero così? Il sogno illuminista di emancipazione, libertà, parità dei diritti si è effettivamente avverato, o è rimasto una fragile speranza soggetta all’imprevedibilità della Storia, come dimostra il crescente apprezzamento per leader politici dai tratti autoritari? 

Con la videoconferenza “Il Brasile, la modernità e la pandemia”, evento conclusivo del corso di “Storia del Diritto medievale e moderno” del Dipartimento di Giurisprudenza, Ricardo Marcelo Fonseca, ordinario di História do Direito e rettore dell’Università Federale del Paraná (Brasile), prendendo spunto dai suoi numerosi studi sulla critica della modernità, si sofferma sul momento storico che sta attraversando il suo Brasile, straziato dall’epidemia di Covid-19 che il presidente, Jair Bolsonaro, continua a minimizzare, favorendo l’economia a scapito delle vite umane.

«All’improvviso il Brasile, un Paese moderno, con una costituzione moderna, ha scelto qualcuno di pre-moderno», commenta amaramente Fonseca, riferendosi alle elezioni presidenziali del 2018 in cui 57 milioni di brasiliani hanno votato il leader di Aliança pelo Brasil, «qualcuno che parla contro i diritti, contro le donne, contro gli omosessuali, contro la democrazia, contro la scienza, contro la modernità». La pre-modernità di Bolsonaro è emersa ancora più drammaticamente con l’emergenza sanitaria in corso: «Bolsonaro dice che è un’isteria della stampa, della sinistra, dei leader europei, che si muore per tanti motivi e dunque non è necessario fermarsi», consegnando al virus innumerevoli vittime.

«In un contesto simile» continua lo studioso, prima di lasciare spazio alle domande degli studenti, «chi ha sempre studiato la critica della modernità e della retorica illuminista deve fermarsi e arrivare alla conclusione seguente: noi moderni non dobbiamo mai accomodarci e pensare che i diritti e le libertà siano acquisite una volta per tutte». La libertà, conclude Fonseca, «esige una vigilanza permanente e costante».